domenica 16 giugno 2013

7 - Laura MacLem - L'incanto di cenere

Buongiorno,
sono finalmente riuscita a recensire questo meraviglioso libro!

Il male è sempre capace di risorgere

Titolo: L'Incanto Di Cenere
Autore: Laura MacLem
Traduttore: /
Pagine: 376
Prezzo: € 9,00
Editore: Asengard Edizioni
Isbn: 978-88-625-6638-4
Genere: Fantasy, Gotico

SerieAutoconclusivo
Anno di pubblicazione: 2011
Trama: Una fanciulla e le sue sorellastre,
una scarpina di cristallo,
topi e zucche e un grande ballo,
ma soprattutto un terribile segreto e un patto diabolico...

Recensione: L'Incanto di cenere è un libro che ho acquistato un paio di settimane fa e che ho terminato pochi giorni dopo l'acquisto, ma che non ho potuto recensirlo prima.
Questo libro è stato scritto dalla temibile Lem del Writer's Dream, un'admin carinissima, anche se cela la sua parte più nutellosa. In questa recensione, comunque cercherò di essere più imparziale possibile.
L'Incanto di cenere, come lo si può facilmente intuire dalla quarta di copertina, è una versione rivisitata di Cenerentola. A differenza della storia originale, però, è narrato dal punto di vista della sorellastra Genevieve, che insieme alla sorella Anastasie, è il personaggio buono mentre l'antagonista è Christelle.
 
La peculiarità di questo libro non è solo l'inversione dei ruoli, anzi ciò è quasi irrilevante, ma è l'introduzione della magia nera nello stile delle Nebbie di Avalon. Per chi non ha letto mai libri del genere penetrare nel mondo di Genevieve non risulta molto semplice, come nel mio caso che non ho ancora terminato quel libro, però il linguaggio forbito e il modo di scrivere dell'autrice rende questo ostacolo meno difficile da superare. Lem non solo scrive bene ma è riuscita a collocare i vari personaggi in ambiente ottocentesco dalle tinte forti, tendenti al gotico, se non proprio all'horror.
Personalmente non ero mai riuscita a immaginare le streghe e l'eresia in un periodo diverso dal Medioevo, considerato come l'età della stregoneria per eccellenza, eppure l'autrice sembra aver valicato la soglia temporale, abbattendo i miei pregiudizi. 
Inoltre, l'atmosfera cupa nell'intero romanzo si mantiene costante, permettendo la nostra immedesimazione nella protagonista che vive un'avventura che di fiabesco non ha nulla. Ciò che più mi è piaciuto è la rielaborazione degli elementi della fiaba originale, capovolgendoli di significato e talvolta traslandoli in un contesto totalmente differente. Un esempio è proprio la collocazione della versione originale nelle parole di alcuni personaggi, ma non approfondirò quest'argomento per evitare spoiler.
I personaggi femminili sono sviluppati bene, d'altra parte non mi è piaciuto la piattezza di Christelle, che invece di essere la protagonista buona e generosa per l'intera esistenza si dimostra il contrario, ma continua a mantenere il suo status inalterato come è solito nelle fiabe. Non che mi aspettassi una riappacificazione con la sorellastra o un lieto fine del tipo "e vissero tutto felici e contenti"certo, ma speravo più di qualche dubbio o esitazione.
Un personaggio che, invece, molto curioso è Berthe, la quale mi ha lasciato perplessa riguardo alla sua figura. Non avendo mai terminato Le nebbie di Avalon non sono riuscita a capire bene il concetto delle due sorelle e della storia che sempre si ripete, tuttavia cercherò di recuperare al più presto questa mia mancanza, perché L'incanto di cenere ha suscitato il mio interesse nei confronti della magia nera...
Unico neo del libro che sono riuscita a cogliere è la marginalità delle figure maschili e la loro semplificazione ai caratteri fiabeschi. Infatti, se le donne riescono ad abbandonare i propri stereotipi, ciò non vale per il Principe che tende a essere, per quanto gli è permesso, l'eroe della situazione, il galantuomo senza macchia e via di seguito. Ma in questo caso il protagonista maschile si limita a essere un premio finale per le varie peripezie... certo, non si poteva alterare totalmente la storia e questa scelta è giustificata per poter far riferimento alla fiaba originale attraverso i pettegolezzi, che come ho detto sopra è un'espediente che ho apprezzato. D'altra parte, il matrimonio finale ha rovinato, secondo me, il messaggio sulla capacità femminile di poter risolvere le avversità senza l'aiuto dei possibili principi Azzurro. Così però il messaggio si altera e mi pare che voglia dire che ci sia sempre una ricompensa per i proprio meriti, quando nella realtà non è affatto del tutto vero. 
Come avrete capito, tendo sempre a moralizzare tutto ciò che leggo e ciò non sempre è un bene. 
Comunque sia, di tutto il libro ho amato molto l'Epilogo perché richiama molto i film della Disney senza però acquisirne le caratteristiche...
In conclusione, è un libro che ho apprezzato sia per lo stile che per la storia e che andrei a rileggere.
La mia votazione è quindi:



Come vi sembra il libro? Se l'avete già letto, cosa ne pensate? Anche voi moralizzate tutto?





2 commenti:

  1. Molto interessante! L'ho inserito nel mio kobo proprio ieri, lo leggerò a breve :)

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  2. Anche a me è piaciuto ^___^

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