venerdì 7 giugno 2013

Il vocabolario #1


Questo è il primo appuntamento con Il vocabolario, una rubrica nata con l'intenzione da parte mia di ampliare le mie conoscenze lessicali. Infatti, mi sono accorta spesso di incontrare parole nei libri che conosco solo superficialmente, diciamo parole che sento spesso ma che non ho mai voluto approfondire per mancanza di tempo o di voglia. Ecco, vorrei provare a sconfiggere la mia pigrizia insieme a voi. 

Dunque, in ogni appuntamento di questa rubrica inserirò un termine utilizzato nel libro che sto leggendo o che ho appena terminato,  per comprenderne meglio le sfumature.


Il libro di oggi è L'incanto di cenere di Laura MacLem, che andrò a recensire al più presto.

Questo è il passo dov'è stato tratta la parola:

«Dovranno essere giovani e belle. Illibate, anche ma non tutte lo sono... 
saranno molte, vero?» 
(pag. 93)

Appena ho letto "illibate" mi sono chiesta cosa significasse. È un aggettivo che ho letto anche da qualche altra parte, ma non ho mai approfondito, quindi ho colto l'attimo per proporvi questa rubrica. Spero solo di non sembrare troppo ignorante. 

Illibato [Il-li-bà-to], aggettivo di qualità
  1. Che non è corrotto da alcuna immoralità. Sinonimo di Onesto. Es. Una persona dai costumi illibati. 
  2. Riferito a una donna che non ha ancora avuto rapporti sessuali. Es. Una fanciulla illibata. (Per dire che è vergine).
  3. Significato figurato: pulito, candido, essente da qualsiasi macchia.

Etimologia
Deriva dal latino illibatus, composto da in (non, che è divenuto il per assimilazione) e da libatus, participio perfetto del verbo libare, che significa spargere, versare il vino una parte del vino o d'altro offerto in sacrificio per consacrare gli Dei, dopo averlo leggermente assaggiato. In seguito libare o prelibare assunsero il significato di assaggiare, assaporare e pregustare. Quindi, illibato in senso figurativo significa non toccato, non gustato e può essere utilizzato per indicare una persona dal cuore immacolato e non corrotto.

Citazione
E l'occhio a terra chino o in se raccolto,

Di riscontrarsi fuggitivo e vago
Nè in leggiadro soffria nè in turpe volto:

Che la illibata, la candida imago
Turbare egli temea pinta nel seno,
Come all'aure si turba onda di lago.

(G. Leopardi - I canti. X. Il primo amore)

Così noi tutti Italiani siamo fuorusciti e stranieri in Italia: e lontani appena dal nostro territoriuccio, né ingegno, né fama, né illibati costumi ci sono di scudo: e guai se t'attenti di mostrare una dramma di sublime coraggio! 
(U. Foscolo - Le Ultime lettere di Jacopo Ortis - Firenze, 25 Settembre)

[...] Ah conservate 
 illibato il gran nome; e voi sarete 
gli arbitri della terra; e il mondo intero
 roman diventerà.
(P. Metastasio - Attilio Regolo - 1273 a 1276)


Spero che questa rubrica vi possa piacere. Se avete suggerimenti o altro, non esitate. Baci,


2 commenti:

  1. La trovo una rubrica davvero interessante. È giusto "recuperare" le parole meno usate, altrimenti spariranno.

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    1. Spero di riuscire a essere costante con questa rubrica :D

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