sabato 27 luglio 2013

10 - Gaia Rayneri - Pulce non c'è

Buongiorno ^_^
Oggi andrò a recensire un libro che comprai a gennaio ma che ho letto solo a giugno.


Titolo: Pulce non c'è
Autore: Gaia Rayneri
Traduttore: /
Pagine: 228
Prezzo: € 10,20
Editore: Einaudi
Isbn: 9788806206567
Genere: Narrativa
Serie: /
Anno di pubblicazione: 2011
Trama: A raccontarci Pulce e il suo mondo speciale è la sorella Giovanna, con la sua voce ironica, candida, intelligente, divagante. Pulce è una bambina allegra, a cui piace infilarsi negli abbracci degli sconosciuti, stritolarti più forte che può. Quando un giorno, come tutti i giorni, mamma Anita va a prenderla a scuola, Pulce non c'è. "Provvedimenti superiori" hanno deciso che loro non sono più dei buoni genitori, e Pulce è stata portata nella comunità Giorni Felici. Anita e Giovanna possono farle visita una volta alla settimana, "sotto lo sguardo soldato di un'educatrice". Papà Gualtiero, invece, sua figlia non può vederla, perché su di lui grava una mostruosa accusa. Giovanna ha solo tredici anni quando comincia questa "storiaccia". È una ragazzina curiosa, con qualche tic nervoso e un gruppetto di amici immaginari. E proprio grazie alla sua immaginazione vispa e intelligente, alla sua potente capacità inventiva, Giovanna ci racconta senza retorica e senza patetismi lo scontro tra mondo adulto e infanzia, tra malattia e normalità, tra rigidità delle istituzioni e legami affettivi. Il suo sguardo singolare, il suo punto di vista spostato, ci fa vedere improvvisamente le cose, rende intellegibile ciò che anche gli adulti faticano a capire.


"Pulce non c'è" racconta di una storia realmente accaduta che denuncia la pessima organizzazione della società italiana, più specificatamente nell'ambito dell'assistenza sociale. Così dicendo sembra un libro pesante, di quelli difficili da digerire con un forte potere soporifero, invece al contrario oltre al peso fisico del libro non c'è nulla. Ciò è possibile perché la protagonista del romanza è una ragazzina di 13 anni, Giovanna, che grazie a una fervida immaginazione e un'allegria interminabile ci descrive una realtà drammatica attutendola con un linguaggio molto semplice. 
Se da una parte questa scelta stilistica è un punto di forza, in quanto toglie un po' di pathos, dall'altra è uno degli motivi perché il libro diventa difficile da digerire in quanto il linguaggio e lo stile utilizzato non permettono una comprensione diretta o una facile immedesimazione. Infatti, spesso nelle parti più fatidiche, quando avvengono gli incontri con gli assistenti sociali, i periodi vengono spezzati di punto in bianco dai pensieri della ragazzina; quando dico spezzati voglio intendere che dopo una frase se ne accavalla un'altra senza l'utilizzo di segni di punteggiatura, con l'introduzione di una fantasia che non ha nulla a che fare con la storia in questione!
Questo espediente mi era sembrato carino nelle prime pagine, ma nel proseguire ho incontrato difficoltà a seguire le scene, come se davanti a una televisione vi fosse una persona che camminasse sempre avanti e indietro senza sosta, solo che mentre nell'esempio della televisione puoi strangolare il malcapitato nel libro, ahimè, non ti resta che saltare questi passaggi.
La protagonista, oltre a possedere un linguaggio infantile, non è mai riuscita a staccarsi dalla ingenuità di quando si è bambini. Giovanna a 13 anni ha ancora degli amici immaginari!
Con questa esclamazione non voglio certo schernirla, anzi nutro per lei una certa forma di ammirazione. In una situazione del genere, tra i vari problemi che circondano la sua famiglia, è riuscita a mantenere tutta la gioia in sé. 
Di solito, quando si convive con la diversità le persone maturano prima. Giovanna invece rimane nella sua infantilità, nel suo mondo semplice, dove ogni problema ha una soluzione, senza avanzare verso la soglia dell'adolescenza. Giovanna pare una bambina di otto anni. Non sembra accorgesi delle proprie responsabilità finché la sua professoressa più odiata cerca di avvicinarsi al suo mondo.
Dunque è vero che "Pulce non c'è" è la storia di una bambina autistica, ma è anche la storia delle persone che la circondano, in particolare la storia di Giovanna, la sorella maggiore che l'ha vista crescere, pensando di conoscerla davvero, mentre invece ciò che credeva o presumeva di conoscere non era altro che un suo desiderio.
La storia di Pulce, inoltre, è stata riadattata per farne un film. 
Le pellicole di solito accantonano lo stile di narrazione dello scrittore e probabilmente è stato modificato  anche il punto di vista. 
Quindi, la curiosità ha preso il sopravento e ho cercato il trailer. E mi sono stupita, anche se non dovrei dato che mi trovo in Italia, che la Giovanna del film è molto magra e più carina di quanto viene detto nel libro. Non credo che questa scelta sia dovuto alla mancanza di attrici idonee... ma sorvoliamo. Di sotto vi lascio il video del trailer.
Da questo libro aspettavo di più, ma sebbene le mie aspettative non siano state deluse non sono nemmeno state superate. Forse ciò che mi ha fatto storcere il naso è l'eccessiva leggerezza adottata, quando si cerca di attutire è un fatto ma quando si cerca di stravolgere completamente gli eventi, allora il tutto è un'esagerazione senza senso. Come diceva il buon vecchio Orazio Est modus in rebus.



Questa recensione partecipa alla sfida di lettura "Io Leggo Italiano"

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