mercoledì 31 luglio 2013

11 - George Orwell - 1984

Buonasera ^_^ Nell'ultimo periodo, in attesa di trasferirmi definitivamente nel nuovo appartamento, sto cercando delle cassette della frutta per un arredamento in stile country. Vorrei creare una biblioteca DIY multi colori, ma non trovando nessuna cassetta particolarmente pulita o idonea, aveva pensato di comprare qualche le biblioteche mobili di Ikea, anche se è un'alternativa meno bio. Avete consigli? =) Nel frattempo vorrei concludere luglio con una bella, si spera, recensione, prima di cominciare a lavorare sul secondo appuntamento con la rubrica Liberi Pensieri. E per essere in tema distopico ho deciso di completare la lettura, che si è protratta per mesi, del distopico più famoso: 1984!

Titolo: 1984
Autore: George Orwell
Traduttore: Cristina Bazzoni, Stefano Manferlotti,
Pagine: 348
Prezzo: € 6,99
Editore: Mondadori
Isbn: 9788852021558
Genere: Distopia
Serie: /
Anno di pubblicazione: 2011
Trama: 1984. Il mondo è diviso in tre immensi superstati in perenne guerra fra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia. In Oceania, la cui capitale è Londra, la società è governata dal Grande Fratello, che tutto vede e tutto sa. I suoi occhi sono le telecamere che spiano di continuo nelle case, il suo braccio la psicopolizia che interviene al minimo sospetto. Tutto è permesso, non c'è legge scritta. Niente, apparentemente, è proibito. Tranne pensare. Tranne amare. Tranne divertirsi. Tranne vivere, insomma, se non secondo gli usi e costumi imposti dall'infallibile e onnisciente Grande Fratello, che nessuno ha mai visto di persona. Dal loro rifugio, in uno scenario desolante da Medioevo postnucleare, solo Winston Smith e Julia lottano disperatamente per conservare un granello di umanità...

                                                        




Quando si legge un libro del genere l'amarezza vi travolge totalmente e l'effetto finale è una visione disincantata della realtà che vi circonda. Questo è il riassunto di come mi sono sentita appena ho concluso il libro. La speranza e la gioia si dissipano pagina dopo pagina, convertendosi in un disinteresse verso ciò che circonda. Sono pochi i libri che come delle reti riescono a intrappolare il lettore in un groviglio inestricabile che si stringe intorno ai pensieri, soffocandoli lentamente finché non scoppiano. E 1984 è tra questi.
Infatti fin dall'inizio le parole di Orwell tessono un mondo irreale ma di una realtà così tangibile da essere inquietante.
Se ci soffermassimo solo sull'organizzazione politica dell'Oceania, naturalmente non potremo trovare contatti diretti con la nostra realtà. Però se ponessimo più attenzione sulla tecnica del bipensiero e del nerobianco? C'è molto contrasto tra il mondo in cui viviamo e quello creato da Orwell? No...
Quanta chiarezza c'è nella nostra società quando rigirare la frittata è la soluzione migliore per non avere ulteriori complicazioni? E quanto spazia la nostra libertà tanto incondizionata?
Queste sono dubbi che spesso ci poniamo ma che tuttavia non possono essere risolti con facilità.
La nostra libertà è frutto di uno scambio, di un patto che in apparenza è reciproco ma che nel profondo è unilaterale. Il potere che noi pensiamo di affidare, o se preferiamo attribuire, a un gruppo di persone non è il frutto di una nostra scelta... ma questo è meglio tenerlo per un altro post. Ora ritorniamo al libro di Orwell.
1984 narra le vicende di Winston Smith, un uomo maturo, che non riesce conformarsi a una società fondata su queste tre frasi, le frasi del socing, o socialismo inglese.

L'ignoranza è forza.
La guerra è pace.
La libertà è schiavitù.

Come può un uomo avente un minimo di consapevolezza accettare queste tre frasi come credo? Per noi che siamo abituati a trattare sempre di democrazia è una cosa inconcepibile, ma d'altra parte nemmeno la nostra democrazia include in sé aspetti del tutto positivi.
In una società come quella di 1984 non vi è scampo alcuno. Ovunque andiate ci sarà sempre qualcuno a monitorarvi. Dovunque sostiate ci sarà sempre un manifesto che vi ricorderà di essere osservati. La privacy è un'illusione. La libertà un'utopia. 
Tutto ciò non può che essere la trasposizione di un inferno terreno, un incubo angosciante che può portare solo a un risveglio brusco nella realtà.
(E dunque mi chiedo cosa possa spingere una cerchia di persone a simulare una realtà del genere, ridicolizzando una riflessione così profonda...)
Non metto in dubbio che Orwell sia stato capace di rappresentare una realtà futura molto attuale, ma di tutto il libro ciò che mi è interessato di meno è proprio l'organizzazione politica e le riflessioni filosofiche. È la prima volta che leggo il libro, anche se penso di riprenderlo l'anno prossimo, e ciò che a primo impatto mi ha attirato e allo stesso tempo angosciato è l'atteggiamento dei personaggi sullo sfondo.
L'indifferenza verso il prossimo, il sospetto perenne, la mancanza di solidarietà e di ogni forma di compassione non sono solo le note dolenti dell'opera ma si trattano anche di caratteristiche presenti anche nella nostra società. E purtroppo, al contrario della popolazione dell'Oceania, noi non abbiamo scusanti. Non siamo costretti a vivere in tal modo eppure pare che sia molto più facile chiudere gli occhi davanti alle ingiustizie piuttosto che aiutare il prossimo, per quanto ci è possibile. E ciò ci rende anche peggiori dei sudditi del Grande Fratello.
Tra le poche cose che non mi hanno fatto apprezzare il libro è stato il ritmo da prima troppo lento e un finale troppo incalzante, ma tutto sommato non è un difetto rilevante se bilanciato con lo stile e il contenuto. Anche se ripensando alla metafora dell'incubo questo cambiamento di ritmo, secondo me, è spiegato dall'effetto che Orwell voleva trarre: un risveglio violento che istupidisce sia il lettore che il protagonista, che non riescono più a guardare il mondo con gli stessi occhi. 
Non sono solita leggere opere sulla politica, 1984 è la prima eccezione ma non ne sono affatto dispiaciuta, perché da questo libro ho imparato molto.


2 commenti:

  1. Amo questo libro.
    Anch'io ho dato cinque stelline nella mia recensione, se le merita proprio :)
    E' senza dubbio tra i miei preferiti, anche se sul finale mi sono sentita come svuotata, non volevo crederci.
    E' un libro inquietante, triste e bellissimo :')

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  2. Agree. Agree. Agree. Lo amo. Orwell è una sorta di genio, è uno dei miei autori preferiti di quel periodo e non riesco ancora a trovare qualche distopico simile a 1984. Non riescono ad imitarlo, è troppo. :')
    5+/5 è esattamente ciò che ho dato io.

    P.S. Bel blog, non lo conoscevo proprio. Che bello! :D

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