giovedì 25 luglio 2013

9 - Luigi Pirandello - Uno, nessuno e centomila



Titolo: Uno, nessuno e centomila
Autore: Luigi Pirandello
Traduttore: /
Pagine: 128
Prezzo: € 0,99
Editore: Newton Compton Editori
Isbn: 978-88-541-5258-8 
Genere: Classico moderno, Narrativa
Serie: /
Anno di pubblicazione: 2013
Trama: «Avevo ventotto anni e sempre fin allora ritenuto il mio naso, se non proprio bello, almeno molto decente». Ha inizio così l’odissea di Vitangelo Moscarda, quando un commento distratto della moglie lo inchioda a una tremenda verità: gli altri ci vedono in modo diverso da come ci vediamo noi stessi. Tra gli esiti più nuovi della letteratura del Novecento, l’ultimo romanzo di Pirandello è la storia di un “naufragio dell’esistenza”: in seguito al cortocircuito iniziale, il protagonista arriva ad accettare l’incompletezza di sé attraverso la via della rinuncia e della solitudine, fino all'abbandono definitivo di ogni coesione interna, fino alla follia. Come ebbe a dire l’autore stesso, dei suoi romanzi Uno, nessuno e centomila è il «più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita».



Una frase che può riassumere il contenuto di quest'opera potrebbe essere: "Giove ci impose due bisacce: ci mise dietro quella piena dei nostri difetti e davanti, sul petto, quella con i difetti degli altri." Tuttavia sarebbe alquanto riduttivo, dal momento che non è possibile elencare i vari spunti di riflessione presenti in esso. 
"Uno, nessuno e centomila" è uno dei libri che mi hanno fatto riflettere fin dalle prime parole ed è uno dei pochi che, nonostante l'abbondanza di riflessioni e diserzioni filosofici, si legge in poche ore con il sorriso, anche se sono presenti scene amare.
È sempre difficile recensire un romanzo letterario perché non possono essere giudicati, secondo me, solo mediante il gusto personale. Si trattano di opere d'alto livello che hanno segnato la storia della letteratura e perciò non possono essere catalogati con un criterio normale e soprattutto secondo un'ottica comune. Pertanto, la recensione si baserà non tanto sullo stile o sul linguaggio quanto sui motivi per cui mi è piaciuto e anche il voto sarà attribuito secondo il mio gusto personale

Devo esplicitare che non ho deciso di leggere questo libro per libera scelta, infatti è uno di quelli che dovevo leggere entro settembre per il ritorno a scuola. Quindi, potete immaginare che non ero molto esaltata all'idea di aprire quest'opera perché mi ricordava il futuro ritorno in quella prigione. 
Fortunatamente l'astio e il malumore terminò quando iniziai a leggere di un certo Vitangelo Moscarda che , grazie alla moglie, aveva scoperto un proprio grave difetto!
E a partire da ciò comincia la sua avventura tragicomica, che mi ha catturata e coinvolta fin da subito. Tra conversazioni, narrazioni e riflessioni, Pirandello dipinge una realtà multiforme, dove l'oggettività sfuma nella soggettività, isolando il singolo uomo nel proprio mondo personale, in cui vige un'illusione senza riscontro nel prossimo. Inoltre, la capacità di socializzare nell'uomo tanto esaltato da Socrate è solo una credenza mentale, perché ogni persona socializza con l'idea del proprio simile e non con il simile stesso. E questo paradosso è uno dei problemi che fanno soffrire di più Vitangelo Moscarda, il quale comincia a scoprire i molteplici Vitangelo Moscarda che convivono nel suo stesso corpo e decide di annientarli uno alla volta per ritrovare un'Unità, che possa coinciliare o contrastare le altre sue facce. 
Tra i vari elementi che hanno incrementato l'interesse nel proseguire la lettura vi è sicuramente il riscontro con la filosofia di Hobbes, che ho trovato molto affine alle riflessioni di Pirandello. (Hobbes è uno dei filosofi che apprezzo di più tra quelli studiati l'anno scolastico passato. ^^) 
Image Hosted by ImageShack.usInoltre, il linguaggio e lo stile adottato non è molto lontano dal nostro e, quindi, incanalarmi nell'opera  è stato molto più facile rispetto agli altri classici che ho letto. Comunque sia bisogna aggiungere che le emozioni provate da Vitangelo e le sue riflessioni sono state sempre presenti in me, benché le mie siano state meno approfondite. Pertanto dire che Uno, nessuno e centomila sarebbe un libro che avrei desiderato scrivere, ma che non sarei mai riuscita a farlo, ma non troverei mai parole più adatte.  
In conclusione, consiglio questo libro alle persone che vogliono una lettura 
semplice ma istruttiva.



Questa recensione partecipa alla sfida di lettura "Un classico al mese 2013" e "Io Leggo Italiano"


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